Ad oggi, almeno per quanto riguarda l’Italia, non mi risulta sia prevista alcuna Serie TV su Raffaello . Pertanto il titolo “Toby Regbo: serie TV su Raffaello?” fa solo riferimento ad un mio pensiero (desiderio)!

Nel proseguo, la spiegazione di questa mia ipotesi.

2020 – L’anno di Raffaello (ex www.italia.it – AGENZIA NAZIONALE TURISMO)

Toby Regbo serie TV Raffaello Raffaello - Presunto autoritratto (1506 circa) - Galleria degli Uffizi - Firenze
 Raffaello – Presunto autoritratto (1506 circa) – Galleria degli Uffizi – Firenze

Dopo un 2019 ricco di mostre e appuntamenti culturali dedicati a Leonardo da Vinci in occasione del cinquecentenario della sua morte, per il nuovo anno è già pronto il passaggio di testimone.

Nel 2020 cade infatti il cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello Sanzio, genio indiscusso dell’arte rinascimentale.

Tra i più grandi artisti di ogni tempo, Raffaello è stato tra i principali artefici del Manierismo e generatore di una forte influenza sull’arte occidentale.

Il suo stile ha determinato la nascita del classicismo seicentesco di Rubens, Velázquez e Caravaggio, ha ispirato Delacroix e Ingres, i movimenti dei Nazareni e dei Preraffaelliti, arrivando a condizionare anche Manet e Dalí.

Raffaello morì nel 1520, ad appena 37 anni, ma ebbe una vita intensa e proficua, ricca di incontri e carica di produzioni artistiche, che vale la pena ripercorrere.

Il periodo giovanile di Raffaello (parte prima)

Raffaello Sanzio nasce presumibilmente il 28 marzo del 1483 a Urbino, in quegli anni fulcro vitale del Rinascimento: la fervente vita artistica della Urbino di quel periodo è determinante per la sua formazione di artista.

Suo padre, Giovanni de’ Santi, è un affermato pittore al servizio della famiglia ducale e dell’aristocrazia locale: nella sua bottega il giovane Raffaello ha l’occasione di apprendere i primi rudimenti di disegno e pittura.

Palazzo Ducale - Urbino - Marche
 Palazzo Ducale – Urbino – Marche

Sempre grazie al padre Raffaello ha accesso al Palazzo Ducale di Urbino, dove può studiare dal vivo le opere di Piero della Francesca, del Pollaiolo e di altri artisti del tempo.

Oltre alla bottega paterna, in quegli anni ha modo di frequentare saltuariamente la bottega del Perugino, a Perugia, dove dal 1494, anno della morte del padre, fino al 1498, svolge un periodo di apprendistato.

Lavorando agli affreschi del Collegio del Cambio a Perugia si imbatte per la prima volta nelle grottesche, una tecnica di pittura eseguita su parete destinata a diventare parte essenziale del suo repertorio iconografico.

Il periodo giovanile di Raffaello (parte seconda)

Sposalizio della Vergine - Pinacoteca di Brera - Milano - Lombardia
 Sposalizio della Vergine – Pinacoteca di Brera – Milano – Lombardia

Nel 1499, appena sedicenne, si sposta a Città di Castello, dove riceve le sue prime commissioni indipendenti.

A Città di Castello, Raffaello lascia almeno due opere rilevanti: la Crocifissione Gavari (oggi alla National Gallery di Londra), in cui sono chiari i primi segnali di sviluppo di uno stile proprio, e lo Sposalizio della Vergine (oggi alla Pinacoteca di Brera a Milano), che, con le sue figure plastiche e l’insolita disposizione nello spazio, mostra ormai un netto distacco con il Perugino ed è considerata conclusiva della fase giovanile di Raffaello.

Nel frattempo la fama del giovane artista urbinate va diffondendosi in tutta l’Umbria.

Verso il 1503 Raffaello si allontana dall’Umbria e da Urbino per compiere brevi viaggi a Firenze – dove ammira per la prima volta le opere di Leonardo – e a Roma, dove fa il suo incontro per la prima volta con la cultura figurativa classica.

Viene invitato a Siena dal Pinturicchio, con cui collabora per la realizzazione degli affreschi della Libreria Piccolomini.

Raffaello a Firenze

Madonna del Cardellino - Galleria degli Uffizi - Firenze - Toscana
 Madonna del Cardellino – Galleria degli Uffizi – Firenze – Toscana

Raffaello è a Siena dal Pinturicchio quando viene a sapere che Leonardo e Michelangelo si trovano a Firenze, impegnati nella realizzazione di due importanti affreschi (rispettivamente la Battaglia di Anghiari e la Battaglia di Cascina).

Si fa dunque scrivere una lettera di presentazione da Giovanna Feltria, sorella del duca di Urbino, rivolta a Pier Soderini, gonfaloniere a vita a Firenze.

Raffaello non ottiene commissioni da Pier Soderini (che dopo aver commissionato il David di Michelangelo si trova in ristrettezze economiche), ma riceve importanti incarichi da committenti privati: per Lorenzo Nasi dipinge la Madonna del Cardellino (oggi agli Uffizi)…

Durante il suo soggiorno fiorentino, arrivano commissioni anche dall’Umbria e dalle Marche.

Il soggiorno fiorentino è l’occasione per Raffaello per approfondire lo studio dei modelli del ‘400 (da Masaccio a Donatello) e per apprendere i nuovi principi artistici di Leonardo e Michelangelo.

Raffaello è molto affascinato dalla capacità di Leonardo di comporre le figure armonicamente secondo schemi geometrici; di Michelangelo mette in pratica il chiaroscuro plastico, la dinamicità delle figure e la ricchezza cromatica.

A Roma la maturazione professionale di Raffaello (parte prima)

Alla fine del 1508 Raffaello viene chiamato a Roma e abbandona velocemente Firenze, lasciando incompiute alcune opere a cui si sta dedicando.

A volerlo a Roma è Papa Giulio II in persona (su suggerimento del Bramante) che in quegli anni sta operando un importante rinnovo urbanistico della città chiamando a sé i maggiori artisti dell’epoca (oltre a Raffaello anche Michelangelo e il Bramante).

Scuola di Atene - Musei Vaticani - Città del Vaticano
 Scuola di Atene – Musei Vaticani – Città del Vaticano

A Roma Raffaello affianca il Bramantino, il Lotto e altri pittori per la decorazione dei nuovi appartamenti papali, le celeberrime Stanze Vaticane (oggi parte dei Musei Vaticani).

All’interno delle stanze sono conservati alcuni capolavori inestimabili come la Scuola di Atene…

Villa Farnesina - Roma - Lazio
 Villa Farnesina – Roma – Lazio

Raffaello viene arruolato dal facoltoso banchiere Agostino Chigi: per lui realizza, a Villa Farnesina (oggi sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei) diversi affreschi… e progetta le Scuderie (oggi distrutte).

La Fornarina - Galleria Nazionale d’Arte Antica - Palazzo Barberini - Roma - Lazio
 La Fornarina – Galleria Nazionale d’Arte Antica – Palazzo Barberini – Roma – Lazio

Un’altra importante attività di quegli anni è legata alla ritrattistica, in cui introduce aspetti innovativi e un notevole virtuosismo.

Sono di quegli anni il Ritratto di cardinale (oggi al Prado), il Ritratto di Baldassarre Castiglione (al Louvre), il Ritratto di Fedra Inghirami, il Ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi (agli Uffizi).

Da ricordare soprattutto il Ritratto di Giulio II (National Gallery, Londra), con un insolito punto di vista diagonale e rialzato, e il celebre ritratto di donna noto come Fornarina (Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini, Roma).

A Roma la maturazione professionale di Raffaello (parte seconda)

Basilica di San Pietro (interno) - Città del Vaticano
 Basilica di San Pietro (interno) – Città del Vaticano

Vista la sua crescente popolarità, in quegli anni Raffaello decide di aprire una propria bottega in cui dà lavoro a giovani pittori – tra cui il Fattore, Giulio Romano e Giovanni da Udine – ma anche ad artisti già affermati, come il Lorenzetto.

Nel 1514, alla morte del Bramante, viene nominato sovrintendente della Basilica di San Pietro, consolidando così le sue competenze architettoniche nel cantiere più importante della Cristianità.

Nella progettazione della Basilica abbandona la configurazione prospettica del Bramante (di cui però mantiene il progetto della Cupola) per utilizzare un nuovo sistema: quello della proiezione ortogonale.

Gli viene inoltre richiesto di eseguire una serie di arazzi per la Cappella Sistina.

Qui si può confrontare direttamente con il genio di Michelangelo, impegnato nella realizzazione della sua sensazionale volta affrescata (la Volta della Cappella Sistina).

Logge di Raffaello - Palazzo Niccolino - Città del Vaticano
 Logge di Raffaello – Palazzo Niccolino – Città del Vaticano

In quegli anni, prosegue nella decorazione delle Logge di Palazzo Niccolino in Vaticano (avviate da Bramante e note come le Logge di Raffaello). Inoltre, realizza per Giulio de’ Medici la Trasfigurazione (conservata nella Pinacoteca Vaticana, resterà l’ultima opera del grande artista urbinate).

Raffaello muore

La sua morte sopraggiunge all’apice del successo, il 6 aprile del 1520, giorno del suo trentasettesimo compleanno, dopo quindici giorni di febbri continue.

Il suo corpo viene sepolto al Pantheon; Pietro Bembo scrive il commosso epitaffio “Qui giace Raffaello: da lui, quando visse, la natura temette d’essere vinta, ora che egli è morto, teme di morire”.

La figura di Raffaello non cade comunque nell’oblio.

Nel 1869, a Urbino, su volere del conte Pompeo Gherardi nasce l’Accademia Raffaello. L’ente si assume l’incarico di conservare e divulgare l’arte inarrivabile del genio di Raffaello e la sua memoria.

L’Accademia è attiva ancora oggi con attività di ricerca e divulgazione su riviste di rilievo, oltre a indire conferenze, letture pubbliche, concorsi, laboratori d’arte, esposizioni e borse di studio.

N.B. Non ritenendo fosse questa la sede, non ho riportato tutto l’articolo. Al link 2020: l’anno di Raffaello, è possibile visionarlo in modo completo.

Una Serie TV su Raffaello – Perchè?

Aldilà della mia sintesi di presentazione del personaggio, Raffaello è un artista di assoluto rilievo, sia in Italia che all’estero.

Il 2019 era l’anno dedicato a Leonardo, su cui stanno già realizzando una specifica Fiction, ideata dallo scrittore-produttore Frank Spotnitz (lo stesso de “I Medici”).

Frank Spotnitz (sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense)
 Frank Spotnitz (sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense)

Lo scorso 2 dicembre, la Lux Vide (una delle principali società di produzione televisiva europea con una forte visione internazionale), in Instagram ha infatti annunciato l’inizio delle riprese proprio di detta Fiction.

Dopo la Serie Tv su “I Medici” (3 stagioni), con la Serie TV su Leonardo, continua quindi la riflessione sul periodo storico-artistico del Rinascimento Italiano. Il periodo a me piace in modo particolare e, se pur romanzata a livello storico, anche una Serie Tv può favorire una miglior comprensione della situazione politico-artistica del tempo (e di oggi).

La mia ipotesi: Toby Regbo interpreta Raffaello. Perchè? (parte prima)

Spiegare questa mia ipotesi, è la cosa più complessa. Ci provo!

Regbo l’ha dichiarato in più occasioni: vorrebbe rivivere l’esperienza dell’attore teatrale.

Nella Convention di Milano dello scorso aprile, entrando in sala mentre venivano proiettate scene di Francis in “Reign”, ha detto di sentirsi quasi “un po’ perseguitato da quel personaggio” (nel senso buono del termine).

Vero: su richiesta delle fan, ma non solo, a volte ha addirittura firmato gli autografi come Francis (e non come Toby Regbo).

Toby Regbo (Nemo in “Mr. Nobody” - James in “Someday This Pain Will Be Useful to You” - John in “uwantme2killhim?”)
 Toby Regbo (Nemo in “Mr. Nobody” – James in “Someday This Pain Will Be Useful to You” – John in “uwantme2killhim?”)

Insomma, la sua interpretazione in “Reign”, che tanto ha contribuito al successo della Serie, di fatto come attore:

  • lo ha allontanato dai ruoli interpretati nei film precedenti (“Mr. Nobody” – “Someday This Pain Will Be Useful to You” – “uwantme2killhim?”);
  • e lo ha portato a rivestire i panni del personaggio in costume (“Reign 1-2-3”, “The Last Kingdom 2-3-4”, “I Medici 3”).
Toby Regbo (Francis in "Reign" - Aethelred in "The Last Kingdom" - Tommaso ne "I Medici")
 Toby Regbo (Francis in “Reign” – Aethelred in “The Last Kingdom” – Tommaso ne “I Medici”)

Per quanto mi riguarda, la sua partecipazione mi ha fatto apprezzare di più la prima e la terza Serie e mi ha convinto a seguire la seconda.

E quindi… lo vedrei bene nell’ennesima Serie TV, che mi auguro venga programmata: quella su Raffaello!

La mia ipotesi: Toby Regbo interpreta Raffaello. Perchè? (parte seconda)

Toby Regbo (LMSR I - Parigi 2019)
 Toby Regbo (LMSR I – Parigi 2019)

Sono convinta che Regbo, forse, vorrebbe uscire da un genere di ruolo che gli sta un po’ stretto. Da non esperta però… ritengo sarebbe un Raffaello perfetto.

La vita articolata, intensa, ricca di risultati del nostro artista rinascimentale, nella finzione scenica sarebbe sicuramente ben interpretata da Toby. Mettere a fuoco le capacità espressive di Raffaello: una sfida che, proprio grazie alle sue competenze espressive, il mio attore preferito potrebbe affrontare senza difficoltà.

La competenza di un attore la si misura anche in base alla sua capacità di immedesimarsi nel personaggio; cosa che ovviamente vale anche per Regbo.

L’aver già interpretato personaggi come Francis e Tommaso (se pur romanzato il primo e addirittura inventato il secondo), gli ha permesso comunque di mettere un po’ più a fuoco l’ambientazione rinascimentale. E questo può costituire un buon punto di partenza, per decodificare l’eventuale futura sceneggiatura.

Un altro fattore che mi spinge a sostenere la mia ipotesi è “personale”. Lo scorso giugno, ho attivato un Blog, per diffondere ulteriormente la conoscenza dell’attore Toby Regbo in Italia. Una presunzione da parte mia? Può darsi, ma… questo è quello che ho in mente. L’attuazione della mia ipotesi sarebbe funzionale allo scopo del mio Blog!

SUGGERIMENTI (LINK Web – YouTube)

Per il 2020 un altro cinquecentenario: Raffaello (ex ilgiornaledellarte.com – agosto 2019)

LEONARDO: AL VIA LE RIPRESE DELLA NUOVA SERIE LUX VIDE (ex luxvide.it – dicembre 2019)

Mattarella inaugura la mostra “Raffaello 1520-1483” (crediti a Vista Agenzia Televisiva Nazionale – marzo 2020)

Ciao, Carla!

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1 commento

Rita · 12 Marzo 2020 alle 13:59

Brava Carla, continua così. Forse riuscirai a dare risalto e a far lavorare questo nostro Toby, così talentuoso e poco compreso, almeno fino ad ora. Spero che questo tuo articolo funga da “premonizione”!
Grazie.
Rita

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