Toby Regbo: “2001: Odissea nello spazio”. In originale, “2001: A Space Odyssey”, perché?

Come scritto nel precedente articolo Toby Regbo: DIAH5. (5), “Quanto al suo hobby, come ormai sappiamo, Regbo pratica  quello del disegno. Rispondendo ad Alan, egli specifica inoltre che le due opere appese alla parete, in realtà sono “due film” dell’artista Jason Shulman.”.

Toby Regbo: 2001: Odissea…”. Il titolo del film nel trailer statunitense.
 Il titolo del film nel trailer statunitense.

In particolare, quella di destra è relativa al suddetto film.

La cosa mi ha incuriosito, ed è nato questo articolo.

Il film (parte prima)

2001: A SPACE ODYSSEY – Trailer

(Ex it.wikipedia.org)

2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey) è un film del 1968 prodotto e diretto da Stanley Kubrick, scritto assieme ad Arthur C. Clarke, che produsse il soggetto e, sulla medesima traccia, scrisse il romanzo omonimo pubblicato nello stesso anno.

Colossal di fantascienza ambientato in un vicino futuro, tocca temi come l’identità della natura umana, il suo destino, il ruolo della conoscenza e della tecnica. Per quanto l’ispirazione provenga dal classico racconto del 1948 La sentinella di Clarke, quest’ultimo ha ammesso che “La sentinella assomiglia a 2001 come una ghianda assomiglia a una quercia adulta”.

Il film è considerato un capolavoro della storia del cinema e ne costituisce una svolta epocale, anche al di fuori del genere fantascientifico.

Nel 1991 la pellicola è stata giudicata di rilevante significato estetico, culturale e storico, e inserita nella lista di film preservati nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al ventiduesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensidi tutti i tempi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito al quindicesimo posto. Lo stesso istituto lo ha inserito al primo posto nella categoria fantascienza.

Il film (parte seconda)

(Ex it.wikipedia.org)

La trama – “L’alba dell’uomo” (“The Dawn of Man”)

Nell’Africa di quattro milioni di anni fa un gruppo di ominidi (che il romanzo e la sceneggiatura chiamano “uomini-scimmia”, in Inglese “apemen”), guidati da un capo, sopravvive a fatica in un ambiente arido e ostile.

Un giorno, davanti alla loro grotta appare misteriosamente un grande monolito nero; gli ominidi, venendovi a contatto, imparano istintivamente a maneggiare oggetti ed a usarli come utensili e armi per procacciarsi il cibo e per difendere il proprio territorio eliminando i nemici.

L’ominide protagonista (“Guarda-la-Luna”, “Moonwatcher”), avendo ucciso di percosse un nemico con il proprio osso, gioisce gridando e lancia la nuova invenzione nell’aria.

(Continua…)

Jason Shulman (parte prima)

(Ex en.wikipedia.org – traduzione)

Jason Shulman è uno scultore e fotografo britannico che vive e lavora a Londra.

Carriera

Shulman ha lavorato come graphic designer per The Sunday Telegraph e art director per le riviste Harpers & Queen e Harvey Nichols‘.

Due anni dopo aver lasciato il suo lavoro come Art Director, Shulman aveva la sua prima mostra in galleria nel 2006 alla galleria Madder Rose vicino a Old Street di Londra. Dieci dei pezzi riguardavano l’antidolorifico Solpadeine, e un pezzo in particolare è stato realizzato utilizzando le ceneri di suo padre in strati stratificati, magnetizzati e colorati. Per quanto riguarda le pillole, Shulman ha osservato: “Sono quelle che ti danno quasi la forza di uscire dal bagno la mattina. Volevo ringraziarti.”

Nel 2009, ha partecipato alla Terza Moscow Biennale d’arte contemporanea.

Durante le Olimpiadi invernali di Sochi 2014, Shulman ha messo a fuoco una telecamera sul suo televisore e ha scattato foto a lunga esposizione degli atleti in movimento. Poiché la maggior parte di ciò che ha registrato era breve, ha immaginato cosa sarebbe potuto accadere se avesse girato per periodi di azione più lunghi.

Nel 2015, l’artista si è presentato (insieme a cani, bevande e porno vintage) alla Soho’s Door Gallery in un’installazione “segreta”.

Jason Shulman (parte seconda)

Toby Regbo: 2001: Odissea…”. Jason Shulman attends a private view of his exhibition 'Photographs Of Films' at The Cob Gallery on May 11, 2016 in London, England. (Photo by David M. Benett/Dave Benett/Getty Images)
 Jason Shulman attends a private view of his exhibition ‘Photographs Of Films’ at The Cob Gallery on May 11, 2016 in London, England. (Photo by David M. Benett/Dave Benett/Getty Images)

(Ex en.wikipedia.org – traduzione)

Nel 2016 alla Cob Gallery, Shulman ha esposto le sue Photographs of Films, un serie di fotografie che catturano l’intera durata di un film (meno titoli e crediti) in un’unica esposizione.

Shulman ha parlato delle fotografie: “Ci sono circa 130.000 fotogrammi in un film di 90 minuti e ogni fotogramma di ogni film è registrato in queste fotografie. Potresti prendere tutti questi fotogrammi e mescolarli come un mazzo di carte e, indipendentemente dalla mescolanza, finiresti con la stessa immagine a cui sono arrivato. Essenzialmente ciascuna di queste fotografie mostra il codice genetico del film. “

Jason Shulman in Italia

Un film in una Fotografia: Jason Shulman Fast Forward

Come emerge dal suddetto video, parte dei lavori di Jason Shulman sono stati in mostra anche in Italia (Roma – dal 28 gennaio al 25 marzo 2017).

(Ex unfoldingroma.com)

Un film di 90 minuti è composto da circa 130.000 frame. Grazie al lavoro del fotografo londinese li vedrete tutti in una singola immagine.

Shulman, con le sue intuizioni ed attraverso lunghissime esposizioni fotografiche, è riuscito a creare delle opere inedite ed assolute.

Le scene si sovrappongono le une alle altre in un processo di sintesi per addizione, in cui per comprendere il tutto bisogna rinunciare al dettaglio.

Grazie a una ripresa con tempi lenti, l’obiettivo cattura più visioni del lungometraggio che contemporaneamente appaiono nello stesso piano fotografico.

La mostra di Shulman si articola in 13 fotografie di grande formato che riescono a condensare in un singolo scatto tutta la parte visiva di un film.

I foto ritratti appartengono, almeno in questa mostra, al cinema italiano da Sergio Leone a Pierpaolo Pasolini, da Dario Argento a Tinto Brass, da Roberto Benigni a Paolo Sorrentino.

(Continua…)

Le mie considerazioni

TOBY REGBO “2001: Odissea nello spazio” – Jason Shulman (Photographs of Films)

Lo ammetto: in precedenza avevo visto solo i passaggi più famosi del film; in questo periodo di vacanza e forzato lockdown, invece, l’ho visto tutto con calma.

Non essendo una critica cinematografica, mi limito a concordare sulla buona qualità tecnico-artistica e sulla complessità del messaggio del film, che di fatto è ancora attuale.

Quanto alla tecnica di fotografia, usata da Jason Shulman, per me si tratta di una vera scoperta: messaggio artistico particolare ed interessante (vd. link 1).

E adesso, torno a Regbo.

Durante le sue Dirette da casa, spesso ho visto le due stampe di cui lui parla in DIAH5, ma non avevo capito di cosa si trattava.

Grazie alle sue spiegazioni, ho capito che ovviamente gli piace il film, ma in particolare la tecnica usata dal “fotografo”.

Un paio di curiosità: ad uno degli astronauti protagonisti del film piace disegnare e giocare a scacchi, come a Toby; Jason Shulman ha esposto “Photographs of Films” anche alla COB Gallery (vd. link 2), Galleria che Toby segue con speciale interesse.

In conclusione, una conferma in più del fatto che Regbo, oltre ad essere attore, è un uomo interessato all’arte visiva in senso lato!

News…

Thanks Elon

Toby Regbo: 2001: Odissea…”. Toby Regbo - Instagram Story (30 dicembre 2020)
 Toby Regbo – Instagram Story (30 dicembre 2020)

Pochi giorni fa, su Twitter, Elon Musk scrive “The Last Kingdom show is great” e Regbo, in Instagram, lo ringrazia.

Naturalmente, anche se Regbo non ci sarà più nella prossima stagione (il suo personaggio è morto), sono d’accordo.

(Ex it.wikipedia.org)

Elon Reeve Musk (Pretoria, 28 giugno 1971) è un imprenditore sudafricano, con cittadinanza canadese, naturalizzato statunitense.

… ideale di cambiare il mondo e l’umanità. Tra gli altri, ha lo scopo di ridurre il riscaldamento globale tramite l’utilizzo di energie rinnovabili, e ridurre il rischio dell’estinzione umana stabilendo una colonia umana su Marte.

(Continua…)

TLK a parte, su Twitter, Regbo segue @elonmusk (personaggio, per certi aspetti, discutibile – vd. link 3).

Evidentemente, concorda sulle tematiche che lo contraddistinguono: affrontare l’emergenza climatica, purtroppo, rimane (e deve rimanere) una priorità!

Nuovi disegni

Toby Regbo: 2001: Odissea…”. Toby Regbo - Instagram (30 dicembre 2020)
 Toby Regbo – Instagram (30 dicembre 2020)

Lo stesso giorno, con la discalia “Quarantine – Lockdown drawings part 2. The nude dude edition 💫”, Regbo pubblica su Instagram alcuni suoi nuovi disegni.

Sono contenta che continui ad esprimersi attraverso il suo hobby, ma… come voi, sono in attesa di vederlo al lavoro come attore!

L’interpretazione di “un personaggio non del tutto umano” (sua definizione), certamente, gli permetterà di sfruttare appieno l’ennesima variabile della sua espressività (mimica) facciale. Siete d’accordo, vero!?

SUGGERIMENTI (LINK Web – YouTube)

  1. Web Jason Shulman: un intero film racchiuso in un unico fotogramma, 18 incredibili immagini (Ex lascimmiapensa.com – 21 novembre 2020)
  2. YouTube Photographs of Films COB Gallery (Londra – 7 maggio 2017)
  3. YouTube Elon Musk: GENIO (incompreso) e sregolatezza (Marco Montemagno – 5 ottobre 2019)

Ciao, Carla!

ARTICOLI PRECEDENTI (ultimi 3)

Toby Regbo:

  1. DIAH5. (5)
  2. Natale 2020.
  3. in “Reign”…

WEB Blog Personale su TOBY REGBO

FACEBOOK Pagina Personale su TOBY REGBO

YOUTUBE Canale Personale su TOBY REGBO

 3,071 Visite totali,  1 visite odierne


0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: